FERMO IMMAGINE
Un fermo immagine.
Click , riavvolgi.
Ferma ancora.
Mi stai guardando, sorridi.
Incontro
due occhi grandi, verdi e
profondi. E’ uno sguardo sornione quello che mi fissa.
Sembra prendersi gioco di
me, ma io so quanto amore c’è in quello sguardo.
E resto lì, catturata dal
tuo sguardo, e penso a un altro fermo immagine, il mio, che non
riesce a staccarsi da te.
E ti restituisco, tutto
l’amore che posso, più di quanto posso.
Ma non so da dove cominciare,
perché non c’è un inizio se non c’è mai stata fine.
Questo viverti adesso, senza
averti addosso, poterti vedere, senza poterti toccare, trattenere la mano, che
vorrebbe correre sul tuo volto, per paura della delusione…
E quella lacrima, che fa
fatica a scendere ormai.
Celare tutto il dolore represso
a se stessi e agli altri, anche questo fa male.
E’ un pugno allo stomaco, la
rabbia che sale dentro ,ma quello che devasta il cuore è l’impotenza.
Ci sei tu, che continui a
fissarmi, dietro un monitor, ma non lo vedo più, come non vedo più nulla intorno.
Persino il tempo si è
fermato , non è passato, non è adesso e non sarà domani, tutto è fermo, fuori e
dentro di me, fuori e dentro una stanza, fuori e dentro il mio pc… fuori e
dentro ai tuoi occhi.
E invece quanto tempo è
trascorso, quante cose cambiate…
Quante cose accadute …
Potessi averti qui, ora
fosse solo un attimo, per fermarlo per l’eternità, così come questo fermo
immagine.
Potessi solo parlarti,
quante cose che vorrei raccontarti, ci vorrebbe una vita. Parlarti di me, dopo
di te, di tutte le mie angosce, del dolore, della lotta per dimenticare, delle
mie passioni, persino dei miei errori, di chi c’è stato e c’è dopo di te. Che
non sarà mai te.
Parlarti di nostro figlio,
di come è cresciuto, di quello che oggi è, del mio orgoglio e delle mie delusioni,
spero di avere fatto meglio possibile, e voglio credere che tu ci sei sempre,
al suo fianco e cammini con lui, come un angelo, senza abbandonarlo mai.
La vita prosegue, sempre,
inesorabile corre, con noi, o senza di noi.
Ma non è vero che si dimentica.
Semplicemente si torna a
vivere.
Mi è successo d’innamorarmi
ancora?
Forse, per qualcuno
sbagliato. E ho sofferto e ho pianto, forse più di quanto avrei dovuto.
Ma oggi mi accorgo che non
era amore, forse lui è capitato al momento giusto,
mi ha aiutato a rinascere, a
venire fuori dal torpore in quale vivevo dalla tua mancanza, forse una grande
passione.
Niente a che vedere con
l’amore, quello vero, quello grande, quello che davvero non muore mai, nemmeno
se lo metti sotto chiave, se lo soffochi nel silenzio dell’anima. Quello che
eri tu, se davvero basta un fermo immagine, per rendermi conto di quanto non
abbia mai smesso di amarti.
E c’è la tua voce chi mi
entra dentro e mi trafigge. Ogni tua parola è una nota,
melodia per le mie orecchie,
struggimento per il cuore.
E mi spiace. Tutto questo
non doveva essere. Non è giusto per chi oggi mi ama e mi vive accanto.
Ho scelto di riprovarci, di
dividere ancora la mia vita con qualcuno, oppure hai scelto tu per me, se è stato lui e non
l’altro, o forse tutto è solamente destino.
E’ una persona buona, che mi
adora, e mi duole non ricambiarlo come merita.
Gli voglio bene, molto, ma
l’amore è tutt’altra cosa.
L’amore è quello che provo,
mentre ti fisso, mentre ti ascolto, quando ti penso e ti ricordo, l’amore è
quello che davvero ho vissuto una volta solo in vita mia, che mi ero illusa di
dimenticare e che potesse tornare. L’amore è unico e c’è solo una persona che
non smetterò di amare mai, più di te, più di me stessa: nostro figlio.
E sto male,nella coscienza
di tutto, per l’ipocrisia che mi porto addosso, verso chi non la merita.
Vorrei sul serio riuscire ad
amarlo di più, nonostante non sia te, nonostante i suoi difetti, perché anch’
io ne ho tanti, eppure lui mi ama egualmente, lui vive per me.
E anche tu ne avevi, ma
ancora adesso per me, sei la perfezione unica, perché questo fa l’amore, rende
bello tutto ai nostri occhi e al nostro cuore... Ma spesso mi domando se anche
lui sia davvero innamorato di me, o se non sia solo infatuato dell’unica cosa
che gli resta.
E ci sarebbe un discorso
tanto lungo d fare.
Forse è solo la conseguenza
sbagliata dei miei errori.
Fatto sta che sto con lui.
Oggi non è amore, solo compagnia, ma magari chissà,spero, fra qualche tempo
potrei accorgermi di non potere farne a meno, ma non vorrei restasse solo un
abitudine.
Spesso mi domando come ho
fatto, a scegliere proprio lui, così tanto diverso da te.
Io ero la tua bambina, non
solo perché tu eri molto più grande di me, ma perché con te mi sentivo sicura,
protetta, amata.
Per lui, sono la sua mamma;
l’esatto opposto.
E questo è il paragone più
vero e più forte che non chiede spiegazioni.
Lo racconto a un foglio, lo
racconto a quello sguardo che torna sullo schermo, lo racconto forse solo a me
stessa, e al mio cuore che sta male, quando riconosce la verità.
E non dovrei provare la pena
che sento nel vederlo accanto paziente , mentre guarda la mia vita che scorre
insieme a te, senza battere ciglio, ma so che dentro soffre, solo che io, nel
mio egoismo, non so farci nulla.
Presto finirà questa agonia.
Ho quasi finito , di
convertire i mie nastrini VHS in file digitali e tu tornerai nel cassetto dei
ricordi, quelli del cuore e io proverò a tornare, ancora a vivere.
Solo che non so rassegnarmi,
all’idea di metterti via, ancora.
La mia fede m’impone di non
giudicare un Dio che talvolta può sembrarci cattivo nel toglierci le cose che
più amiamo, di non criticarlo, se ci ruba il sorriso nei momenti migliori,
forse per meritarci il paradiso dobbiamo vivere tutto questo, ma io gli chiedo
perdono se la mia fede spesso vacilla.
E penso a te, all’assenza
dei tuoi pensieri, mentre la malattia ti consumava, a quella forza che emanavi,
anche nei momenti peggiori, alla disperazione chiusa in quel pugno che batteva
su quell’ultimo letto, mentre chiamavi nostro figlio.
E vederti ora, così pieno di
vita. Di gioia di vivere … non riuscirò mai a capire, ne per te, ne per nessuno
mai, non ci arrivo, e chissà domani cosa sarà di me.
Tutto ciò serve a rendersi
conto che niente siamo, eppure siamo stati, eppure, siamo stati, com'è
possibile che è come non fossimo mai esistiti? Eppure ti sto guardando ridere,
parlare mangiare, bere, amare, VIVERE! E per qualcuno tutto siamo, e tu, eri tutto per me.
Ma queste non sono che
pagine, e poca cosa sono per esprimere tutto quello che si ha dentro, per
vivere tutto quello che tu eri.
Ti prego solo di darmi un
attimo, quell’attimo che Dio non ci concede, ancora una volta sola, un fermo
immagine ….
Dedicato a Vincenzo…patty
