Questo blog nasce come una sorta di diario segreto.

Molto più personale e introspettivo, non nasce ne per essere giudicato, ne per essere compreso o frainteso.

ognuno è libero di inetrpretare, ma solo noi stessi conosciamo il vero senso di quello che scriviamo e l'attimo nel quale è stato fatto e perchè ...

un viaggio nell'etere di pensieri ed emozioni profondi... uno specchio dell'anima,come il titolo recita ...

mercoledì 6 novembre 2013

QUANDO TUTTO NON VA

Io ti aspetto.
Aspetto te,tutte le volte che tutto non va, tutte le volte che arriva lo sconforto.
Proprio te e la tua mano che mi afferra e mi porta via da tutto questo torpore e da tutto questo dolore sordo che attanaglia la mia anima.
Solo tu, nei miei sogni,sei la mia salvezza. E io mi rifugio nell'amarezza di quest'illusione che solo lei mi resta, come fosse la mia ancora.
Però, davvero, non ci sei,dove sei?
Chiusa nei miei pensieri e cullata dal mio sogno, vago isolata, con le mie amiche cuffie, sulle note della musica per uscire fuori da una vita che mi va stretta, che mi spinge a fuggire.
Quanto vorrei , che fosse lui quella mano e non tu.
Ma la sua mano non c'è mai e anzi mi aiuta ad affondare, sempre più.
E non posso fargliene una colpa, se come dicono i proverbi da una rapa non può nascere un cavolo.
Così l'amore scivola, da me.
Come un'ombra che lenta si stacca dal cuore, viene via,
Invano, cerco di trattenerla,guardo i pezzi cadere, uno alla volta e cerco di afferrarli, di incollarli, ma è così difficile.
E ad ogni pezzo che cade, sotto ne trovo un altro , di te.
Dio sa,che non vorrei tutto questo, se tutto questo è così inutile e non fa che peggiorare le cose.
Ma lui non c'è. Lui non si accorge che gli sto chiedendo aiuto e non sa darmi quello che cerco.
E un amore non si salva a senso unico, se non trovo più la strada per incontrarlo, se nessuno di noi fa più nulla, per mantenere viva la fiamma sulla brace che lenta si consuma.
Se bastasse il suo amore ne avrei a iosa.
E mi sento opprimere da coccole e baci, che non bastano e diventano troppi, quando cerco il riscontro nelle azioni e nella forza di quell'uomo che non c'è , quando lo cerco.
Lui mi ama e vive di me, ma non dell'amore che vorrei io, spesso mi sento sua madre, quando vorrei essere la sua donna.
Donna, come mi facevi sentire tu. E forse , più di te è quella donna di me, che era con te, che mi manca.
Forse, più dell'amore, è me che cerco



giovedì 3 ottobre 2013

No buffi, mille di questi incontri

Come vorrei vederla, la mia faccia, addosso a uno specchio,
la mia espressione, ad ogni incontro.
Immagino : buffa, sì ,buffa e impacciata.
solo che sono troppo grande e troppo spenta. ormai, per arrossire oltre.
Così sorrido, mentre un ciao esce a fatica dalla gola.
E mi sorridi, salutandomi.

E viene fuori che da due sorrisi nascerebbe una risata, che mi accorgo che anche tu, come me sei così ...buffo.
e arrossisci più di me. Ma non c'è nulla di cui ridere.
In un secondo rifletto,che le persone sono strane forti,quando scelgono di soffrire per le loro scelte e i propri principi.
Così noi,siamo vele ancorate allo stesso porto, che sbattono al vento contrario che le allontana proprio mentre stanno per raggiungersi.
Siamo strade parallele, che corrono nel cuore e giungono al bivio, ma senza incrociarsi mai, e non portano da nessuna parte.
Per tornare infine,ognuno alla propria vita con il medesimo rimpianto, vittime delle nostre convinzioni e delle nostre ipocrisie, pronti a indossare ancora la solita maschera, in attesa che il vento passi, anche stavolta.
Tutto a posto, sì, chiudere quel cassetto del cuore che continua ad aprirsi, malgrado da troppo avessimo gettato la chiave.
e lasciarsi questo e mille di questi incontri alle spalle, tra un pò sarà dimenticato e intanto aspetti il prossimo.
sono attimi fugaci, il tempo di uno sguardo che parla tutto quello che non diciamo mai e tutto quello che non si è mai detto.
E rispettare le regole, che ci siamo imposti, per non ferirsi di più, per non illuderci ancora.
tutto il resto è un volo che non faremo mai, un largo che non prenderemo.
E mentre vai via, ingoi un'altra fetta di mela avvelenata,
che lascia l'amaro in gola e fa morire un altro pezzetto di te, così ogni volta.
E continuiamo a incidere i nostri sogni su quella pagine di cielo che non era il nostro destino, uccidendoli ancora, mentre il tempo passa e noi ... siamo così BUFFI

mercoledì 7 agosto 2013


immagini che parlano

Spesso non trovo le parole, per esprimere i sentimenti che sento, i segreti che mi opprimono...
e allora lascio che le immagini parlino , per me

domenica 7 luglio 2013

brace


c'è un fuoco che non so spegnere, fintanto che sotto la brace arde ancora

domenica 30 giugno 2013

ESSERE SOLA

La musica nelle orecchie, per non sentire, ma quello che fa rumore è il cuore e non puoi isolarlo con un paio di cuffie.
Gli occhi chiusi per non vedere, e per non piangere, e fare finta di dormire per non parlare, e non ascoltare, se possibile.
Isolarsi, con la propria tormenta nel cuore.
Perchè ancora si ripete ; la solita delusione che ti cuoce dentro.
Perchè servisse ferire per cambiare gli altri, forse potresti risolvere, e invece non puoi che recriminare, ma per prima a te stessa.
Che dovresti farci il callo, e invece continui a meravigliarti e a soffrire, e a sentirti sempre più sola e insoddisfatta.
Lui verrà a letto, un pò offeso, magari rimuginando su ciò che avete detto, e come al solito cercherà di risolverla con un bacio, quel bacio che tu non vuoi, perchè ormai sei sempre più lontana e sempre più stanca.
E come un sordo non capisce, che non sono le 'coccole' quelle che chiedi, non è ciò che cerchi. 
E non bastano per lasciarsi alle spalle l'ennesima mancanza.
Come far capire a chi ti ama, che lo continua a fare nel modo sbagliato?
Come si può cambiare, qualcuno che invece si dovrebbe amare con tutti i propri difetti, perchè questo è l'amore.
Cerchi un alibi, come a dirti che già lo sapevi, ma ti accorgi che c'è un limite all'immaginazione e quando questa si supera non basta più autocolpevolizzarsi.
Incosciamente te la prendi anche con chi sapeva, qualcuno ti aveva messa in guardia; il problema è che avrebbe dovuto scendere nei particolari, forse ti saresti guardata meglio prima di fare quel passo che ti sarebbe costato il resto dei tuoi anni.
Cerchi di cavartela col solito 'ma che voglio di più'... è solo una bugia.
Dovresti formulare la frase in un altro modo:
Che cos'è che non ho più ...
Non ho più chi mi guarda negli occhi e non ha bisogno di mille parole inutili per trasmettermi il suo amore.
Non ho più la mano ferma e sicura che mi prende per mano e mi guida.
Non ho più qualcuno che mi fa venire la voglia di fare, di andare, di provare, di vivere.
Quel pò che mi resta viene da me e lentamente muore anche in me. Se ogni volta nasce un impedimento, un pretesto, se sono sempre io che decido , nel bene e nel male, ma se anche nelle mie decisioni devo fare i conti con i limiti di un bambino.
E cominci a sentirti prigioniera, di una vita che hai scelto tuo malgrado.
Come un vortice, quello che ti gira intorno ti attanaglia e ti stringe sempre più forte.
E ti accorgi che non è tagliando che vorresti risolvere, perchè vorresti salvare quel buono che c'è, perchè indubbiamente c'è, solo che non è sufficiente per tenere in piedi un rapporto.
E la risposta sta dentro te, come ieri sera, quando cammini nella sua mano, ma in realtà sei sola, nel centro di Roma, in mezzo a mare di gente, ma sola, coi tuoi pensieri e il tuo rammarico, con la rabbia che ti esplode dentro e peggio che mai, l'impotenza, la quale non fa che aumentare la tua frustazione.
Persino le lacrime non vengono, perchè persino le emozioni non rispondono più, al comando del cuore ed è già un pò che te ne sei accorta.
Lui oggi non c'è, dovrebbe mancarti. Ma come può mancare, qualcuno che non c'è, anche quando c'è.
O forse, sei tu, che ormai, non ci sei più, ne per lui, nemmeno per te stessa.
E lotti per tornare, per trovare una strada, un percorso giusto per ricominciare, ce la metti tutta, ma sei sola anche lì. 
Lui non si accorge di nulla, nonostante tutte le volte che ho provato a parlare, tutte le avvisaglie, nonostante più volte, e me ne dispiace, sono arrivata a ferirlo, per cercare di trasmettergli cosa volevo. 
Lui non comprende, non vede, oppure finge di non capire, di non vedere, perchè così gli è comodo o perchè non ha che me.
E non ha colpa il mio cuore, se una piccola emozione, mi risveglia un sogno impossibile, l'unico che mi da modo si esistere e sognare.
E non è neanche colpa mia, se quell'emozione è sbagliata, ma è l'unica che ho.
Così, anche oggi, mi capita di dover trattenere il respiro e dover contare fino a dieci, prima di decidermi di andargli incontro.
E ormai ho imparato a controllare i miei gesti, a tenere a bada tutte le sensazioni che mi suscita quell'incontro.
Anche se poi , sono sempre gli occhi, a tradire.
Se poi succede, che ti guarda negli occhi e ti dice che vuole parlarti, e lo fa davanti a lei, spudoratamente,come dovesse parlarti del tempo, sei lì a chiederti se è più solo e disperato di te, o se è matto.
Poi ti dici, che non è fuggire o sbagliare per una volta, che potrebbe risolverti la vita. 
Che feriresti te stessa e chi ti ama, forse fino a un punto di non ritorno.
che poi staresti peggio, nel rimpianto di quella volta che vale una vita, ma resta una volta, e che immancabilmente vivresti con quel senso di colpa che non farebbe che accrescere il tuo malessere.
Strano, come il destino ci gioca brutti scherzi, basta sbagliare una mossa e perdi la partita con la vita.
Forse la mia la pareggerò, se riuscirò a far cambiare chi mi vive accanto, se riuscirò un giorno ad aprire i suoi occhi, più che il suo cuore... ma lentamente sto disperando.
O dovrò decidermi a cambiare io, e accontentarmi di ciò che ho, se a sentire chi è solo, non è poco.
Ma è davvero così? E com'è possibile, che allora io mi sento così sola, più sola di quando ero sola?
Forse perchè prima lo ero davvero, e in un certo senso tutto aveva un alibi. Ed è per questo , che non ammetto esserlo oggi, e odio le scuse e i pretesti.
E poi ci sono quei giorni, come oggi, che invee sei contenta , di essere sola, perchè alla fine, ci sono quelle volte ... in cui preferisci ... essere sola







mercoledì 22 maggio 2013


aquiloni

Se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore 
vedrai sorgere giardini incantati




la verità

Se hai paura di amare qualcuno è proprio con quel qualcuno che devi stare


io e te

Non avremo forze per tornare indietro
e ci resta solo l’amaro boccone,
il forte magone dentro la gola.
L’unica via è ammettere
che nemmeno l’amore è abbastanza per noi






nei miei sogni

Egli dorme nell'anima mia ed a volte, si sveglia di notte e gioca con i miei sogni.



martedì 30 aprile 2013

I momenti belli non li senti quando li vivi...ma li ricordi quando li rimpiangi!!!



chissà cosa troveresti, se solo ogni tanto, proveresti a leggermi dentro ...
E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria. 
Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, 
chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. 
Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.

Nella mia vita non mi manca niente a parte il respiro che tu mi rubi ogni volta che mi guardi negli occhi

ribellione



Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.

mercoledì 24 aprile 2013


Diversamente dovrei riuscire ad amarmi. e ad amare.
Il tempo passa e quello che sfugge sono i sogni infranti, quelli che ti restano nel cuore, irrealizzati, perchè ormai è tardi.
Così di nuovo lì , a farti le tue ‘pippe mentali’ … con il risultato di stare ancora più male.
Perchè non puoi accettare la vita così come viene , e vivere il presente, senza ammalarti di nostalgia e rimpianti, e senza pessimismo per il futuro? Ma quale futuro, il futuro di accontentarsi?
Pure cosa ti manca. Hai una casa, vecchia, malandata, ma sempre un tetto sulla testa. Hai un uomo che ti adora accanto, forse non quello giusto per te, ma comunque ti vuole bene e ti rispetta, vive per te e non è poco.
Hai un figlio , nel quale speri e riponi tutto ciò che sei, e tutto quello per cui vivi.
Infine hai un lavoro, duro di sacrifici che ti invecchia ogni giorno un pò di più, che non ti fa vivere da signora, ma ancora non ti fa morire di fame,ti permette una vita dignitosa, anche se sempre meno agiata, ma in tempi simili è già abbastanza, anche se non era il massimo delle tue aspirazioni e niente ha del sentirsi realizzati.
Qualcuno ti invidia persino e forse non ha nemmeno tutti i torti per farlo.
Eppure tu , sogni di fuggire, da una routine che ti opprime, da quell’angolo di mondo che ti ha imprigionato e dal quale non vedi una scappatoia.  Ti senti in trappola, di quei soliti passi, dei tuoi soliti gesti, del tuo piccolo mondo, che ti da sicurezza e nemmeno troppa, che non cessa di essere sempre e maledettamente uguale, salvo qualche sporadico istante, sempre più sporadico e sempre meno inaspettato o sorprendente.
Forse è questo che manca al mio mondo: la novità, la sorpresa, un momento bello e inaspettato che fa battere il cuore e lo ringiovanisce, che porta un pò di colore nel grigio degli anni che passano.
Torni indietro col pensiero e col cuore , a quei giorni in cui ti sentivi più donna e più viva, torni in un passato che ti richiama non tanto alla gioventù, quanto alla vita, quella che scorreva libera, senza darti il tempo di pensare , come ora.
E più il mio tempo si accorcia e più faccio i conti con gli errori, quelli che ti insegnano a vivere, ma che non si correggono ahimè con una gomma da cancellare e per questo lasciano un segno indelebile , quello che marcherà il tuo destino a vita.
Così non ti resta che scaricare le tue frustazioni su uno schermo bianco che non trova risposte e non fa miracoli, solo per il gusto di parlare a qualcuno del tuo malessere, come se nell’etere di questo mondo virtuale ci fosse un prete confessore pronto ad ascoltarti e a pregare per te, a compiangerti.
E intanto , per sopravvivere ti restano i sogni ad occhi aperti, i tuffi nel passato, speranze vane che sai non esistere, se non nel tuo cuore, ma alle quali ti attacchi con le unghie e con i denti, dalle quali fai sempre più fatica ad uscire, quando devi fare il salto per tornare alla realtà.
E ti senti sporca, verso il mondo che ti circonda, sporca nella tua finzione di felicità, nei sorrisi che regali e che nascondono i pensieri cupi che ti avvolgono e certe volte vorresti gridare quell’urlo disperato e liberatorio che soffochi dentro e che ti rimanda l’eco in ogni battito di cuore che accompagna ogni tua emozione.
perchè, diversamnete, dovrei amarmi di più …
.

sabato 6 aprile 2013

INEDIA

Presto,solo le 5 e mezza di mattina.
E come sempre, una volta svegliata, faccio fatica a stare a letto, non riesco a riaddormentarmi-
Lui stamane lavora, io faccio il turno di pomeriggio.
Da quando ho cambiato i turni, non stiamo quasi più insieme, non si riesce più ad avere un giorno tutto per noi e anche questo mi sta allontanando sempre più, ma è un alibi che poco regge.
Mi guardo intorno, mentre sorseggio la camomilla che lui mi ha portato a letto.
A volte mi manca il caffè, quel caffè che mi tirava su, che mi scaldava il morale col suo aroma, persino la mancanza delle cose semplici,negli attimi di frustazione può creare sconforto.
Ma il mio cuore ultimamente fa i capricci più del solito e non solo per i battiti,anche dentro.
Sta male.
Mi guardo intorno. La mia casa è vecchia, triste, trascurata.
Come me.
Troppo piena di cose utili e futili, ma troppo vuota e disordinata, mi rispecchia in tutto, riflette il mio animo.
Il mio cane è qui, accanto a me. Compagnia silenziosa dei miei turbamenti.
Il suo respiro mi consola e accompagna il silenzio che mi opprime
intervallato solo dal rumore dei tasti sul pc
Il mio computer. Certe volte vorrei farlo in mille pezzi, ma è l'unica cosa che mi resta e che mi ascolta, anche se non sa darmi risposte
Per molti di noi ha preso il posto del diario, e se vogliamo di un prete confessore; sfogliando le pagine su internet, ti accorgi di quanto sia malato questo mondo, tanta noia, tante delusioni, tanta tristezza e magari ti illudi di essere meno solo, appunto t'illudi.
Lui è uscito, tra un pò mi arriverà il suo messaggio che è arrivato a lavoro.
Lui è premuroso, dolce presente, troppo e non come dovrebbe.
 Col tempo tutto è tornato piatto, senza senso
Crediamo di cambiare le persone e finiamo col cambiare noi per andargli incontro,  con il risultato di stare male con noi stessi
Finisce l'amore e resta il bene, quello che ti fa andare avanti, ma che inevitabilmente ti uccide.
Resti prigioniera dei tuoi valori e della tua impossibilità di reagire, per non ferire gli altri ,chi non merita e nemmeno sospetta, perchè talvolta la cecità non è solo quella degli occhi. Ma annienti te stessa.
Nel frattempo mi sto ammalando di inedia.
Perchè ho esaurito la forza e le idee, la voglia.
Perchè mi sto chiudendo, schiava della nostalgia e del rimpianto, dei ricordi del passato, dei momenti e delle occasioni perse.
Questo la dice lunga, di quanto mi stia stretto il presente e della speranza nel futuro che viene meno, perchè il mio tempo si accorcia e mi vedo dentro un labirinto che mi si stringe intorno mano mano e dal quale non riuscirò ad uscire.
Lui mi adora, ma più passa il tempo e più torna bambino.
Sono sempre più convinta che in me veda più una mamma che una donna e questo mi sento con lui.
La sua semplicità e il suo amore mi spiazzano.
Da una parte ti senti fortunata, ad avere una persona che viva solo per te, in funzione di te, che ti accetta con tutti i tuoi pregi e i tuoi difetti, che ti ama incondizionatamente, dall'altra tutto questo non fa che infastidirti, perchè perdi gli stimoli che ti servirebbero per sentirti viva, non hai bisogno di fare più nulla per te stessa e sentirti amata.
Mi sento come se per lui fossi l'unica e ultima spiaggia, alla quale un naufrago si attacca disperatamente perchè la sua insicurezza non gli permette di provare a costruisi una barca per salpare, ma sono stanca di essere un ancora , vorrei essere una vela.
Continua a mancarmi l'uomo che mi protegga, che mi faccia sentire importante e amata , ma non perchè sia io a prenderlo per mano, ma perchè sia lui a stringermi fra le braccia.
Mi manca una voce calda che mi dica 'ANDIAMO,FACCIAMO'. Mi manca non essere sempre io la scusa e l'iniziativa e ho finito per essere più pigra e apatica di lui.
 C'è  buio intorno e non riesco a trovare quello spiraglio di luce che mi tracci la via per rinascere, per quello che mi resta da vivere.
Casa, lavoro, computer,tv. Mio figlio è cresciuto, ormai in casa ci sta poco, e nella sua adolascenza è più uomo di chi mi è accanto.
Se lui potesse leggere nel mio cuore o su questo pc, so come la prenderebbe.
Come sempre, invece di analizzarsi, si offenderebbe e per un pò non mi rivolgerebbe parola, come fanno i bambini, quando mettono il muso, fino a tornare dopo un pò come niente fosse ... e senza cambiare nulla.
Paradossalmente sono convinta che se un giorno si scoprisse uomo lo perderei, perchè non avrebbe più bisogno della mia spalla.
Oppure dovrei lasciarlo e forse farei il suo bene. Magari mi odierebbe, ma spesso è proprio il dolore a far crescere.
Ma intanto le mie riflessioni su di lui non aiutano me.
Che sono sempre più sola e stanca.
Più sola di quando ero sola, e arrabbiata.
Rivoglio la mia vita, rivoglio il mio coraggio, la mia forza, persino le mie lacrime, per quella passione che mi sconvolse, ma che mi lascia fredda ora, in balia del ricordo e del rimpianto.
Ho bisogno di qualcuno, non posso essere il bisogno di qualcuno.
Ma intanto continuo a mangiare, ingrassare , a guardare la mia faccia nello specchio che si copre di rughe , non sono solo quelle dell'età, sono quelle dei pensieri.
Che il nostro viso riflette sempre quello che c'è nel nostro intimo.
Se siamo belli dentro, come quando amiamo, quando siamo felici, esso rifletterà la gioia e inevitabilmente trasmetteremo felicità e gioventù.
Ma se dentro siamo vuoti, anche i nostri occhi perdono la luce e non possiamo che rimandare la tristezza che ci assale
Talvolta vorrei sfogarmi con qualcuna delle mie amiche, quelle più care e fidate, con le quali da sempre divido tanto,
Loro, che non vedevano con gli occhi dell'amore , me lo dicevano che lui non era per me.
Però è vero, e in fondo al cuore lo sapevo anche io.
Ma talvolta succede che le illusioni sono più forti della realtà
Capita che vedi un pò di buono, perchè questo è lui, in un mondo che ti ha sempre solo ferito, e all'improvviso ti ci affezioni, confondendo il tutto con l'amore.
Forse perchè in quel momento è di quello che hai bisogno ,forse perchè ancora oggi credo nel destino, non in quello che ti fai da solo, ma in quello del disegno di Dio, dove per quanto facciamo alla fine c'è una strada segnata per noi, come, quando e dove si nasce, come, quando e come si muore.
E allora anche stamane , sono qui a domandarmi, quanto ancora amo o ne sono capace e in che misura.
A domandarmi perchè all'improvviso il lavoro dal quale non vedevo l'ora di fuggire è diventato invece l'unico diversivo, a domandarmi che ci sto a fare a scrivere parole su uno schermo, in un blog privato che forse leggerò ancora e solo io.
Fatta quest'oltima considerazione, è ora di alzarsi per affrontare ancora un altro giorno, inevitabilmente uguale agli altri.
In qualcosa so che lui è migliore di me. 
Il suo amore, pur nel suo egoismo bambino è puro.
Lui semplicemente si accontenta di vivermi accanto, di addormentarsi su una sedia, mentre io mi annoio sul pc, di vedere una partita e di passeggiare col cane.
Lui è felice con poco, pago del suo amore,e questo è il vero problema. E se così non fosse , nasconde meglio di me e io sono più cieca di lui.
E non si accorge dell'imquietudine che vivo, della mia insofferenza, del mio torpore.
Insomma, lui mi ama. Ma in realtà, non mi vede, anzi nemmeno mi guarda.
Potrei essere tranquillamente il suo cane o la sua macchina, mi amerebbe comunque.
Ed è immensamente triste , essere amata così tanto, ma nella maniera sbagliata.




il ricordo di un amore



mercoledì 6 febbraio 2013

PAROLE


parole, parole , come fiumi che scorrono
pensate nel vento di un pomeriggio d'inverno,
parole pesanti come macigni,
che fanno fatica a staccarsi dal cuore,
per arrivare alle labbra,
che fanno male più chi le cela, che al destinatario
parole trattenute, per il timore di ferire e d'infierire
di rovinare quel poco di bello che resta
parole che rimangono ... sulle pagine bianche
di un quaderno chiuso
che forse nessuno leggerà mai .

giovedì 31 gennaio 2013

IL SOLE DENTRO

E' giorno, c'è il sole fuori.
che voglia, di uscire ... e andare , anche se non so dove, forse alla ricerca di qualcuno che ho lasciato alle mie spalle, dell'altra di me.
Perchè il sole , dentro non c'e?
Gina, il mio cane, mi guarda dall'alto del bracciolo di un divano, più che mai risoluta a non mangiare i suoi biscotti, invece che i miei.
Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere, ma al contempo mi crea angiscia.
Perchè invece di essere qui, a scrivere, non sono fuori a vivere?
Che importa cosa, quando, ci deve essere per forza un motivo per uscire?
Mi sento pigra e grassa,  senza stimoli.
Non è depressione, è apatia.
.un momeno fa volevo andarmi a tagliare i capelli, in un baleno ho perso la voglia.
Che mi succede ...
Tagliarsi i capelli è un indice di cambiamento, forse non sono pronta, lo sarò mai?
Qualcosa mi ha ucciso, o mi sono suicidata, forse è questa la risposta.
Potrei trovare mille alibi, ma non è la causa che cerco, mi manca il rimedio.
Lavoro, casa, lavoro, qualche film per ammazzare la noia, in questo si risolve la mia vita.
mi mancano le trepidazioni degli eventi, e quando raramente accade qualcosa, mi spaventa quasi e tendo a chiudermi come un riccio.
Eppure mi conosco, so quanta gioia di vivere è riposta in me, si tratta solo di ricominciare, ma non riesco a ritrovare la strada.
Posso farcela da sola, come sempre, oppure mi manca la mano, quella mano che hanni fa già una volta ha risvegliato il mio torpore.
Continuo a dirmi che cammina a fianco a me, ma forse è solo una bugia, che continuo a ripetermi, convincendo nemmeno me stessa della verità.
Così rifiuto di guardare uno specchio che rimanda consigli e realtà più della ragione, mache parla col cuore
Intanto sto sprecando un'altra mattina della mia vita, in attesa che pomeriggio il lavoro mi porti via, dai pensieri e dalla solitudine che avverto dentro e che faccio fatica a condividere con chiunque.
La sincerità , talvolta fa male e ci fa sentire più oppressi di quanto in realtà non siamo, nel frattempo continuiamo a riempire quel bicchiere quasi colmo, nella speranza che si allarghi, invece di riempirsi e straboccare, continuando, semplicemente e ostinatamente a ferirci.
Perchè il sole , dentro non c'è ...



mercoledì 23 gennaio 2013

martedì 22 gennaio 2013

E' INVERNO

Ore 17, 40. Un pomeriggio inoltrato d'inverno. Fuori è quasi sera e il tempo è uggioso e strambo; l'umidità la fa da padrona. Dietro le finestre, le prime luci si accendono, in piazza passa un autobus, il resto è tutto a rallentatore , tutto silenzio. Mi giungono attutite le voci del traffico e della gente, della vita.
E' la mia apatia, quella che caccia tutto lontano da se, come se nulla mi arrivasse.
Sento freddo, e non è il freddo di questa stagione.
E' il freddo dell'anima, quello che spaventa, quando avverti che nulla riscuote più le tue emozioni, quando vivere non è sentirsi vivere , ma semplicemente lasciarsi vivere.
E non riesci a darti una risposta, perchè manca la domanda.
Dov'è che ti sei persa .. e sarà giusto crearti degli alibi o semplicemente il tempo passa? semplicemente cambiamo?
E questo tuo bisogno di serenità, di tranquillità, forse lo stai pagando con il troppo.
Perchè mancano gli stimoli, manca la voglia e la curiosità.
Non si tratta di non accontentarsi, si tratta di non riuscire ad uscire da questo tunnel buio che mi avvolge, che mi costringe e non mi lascia via d'uscita, ma sempre più si stringe attorno al mio essere, e mi sento soffocare, cerco l'aria e non la trovo.
Eppure allo stesso tempo amo quello che mi circonda.
Ma manca il cielo, manca il vento, mancano le sensazioni che scatena una nuova primavera.
Mancano le passioni, gli istinti, mancano persino gli errori.
Quelli che ti fanno sbagliare e poi pentire, per poi sbagliare ancora ... magari poi, riderci sopra.
Manca la spregiudicatezza, l'incoscienza, mi manca quello spiritello ironico e autocritico che aleggiava nel mio intimo, quel piccolo peter pan che si rifiutava di crescere.
Ho freddo persino nel cuore. Non riesce più ad accellerare i battiti, nemmeno alla vista di una vecchia fiamma, che fino a ieri inceneriva le ali del mio cuore, come se una mano misteriosa le avesse tagliate.
E mi meraviglio, quando alla vigilia di un incontro, scopro che non tremo più, che le mie guance non vanno più in fiamme, che non avverto niente, meno di niente ... dentro e mi stupisco e mi fa male.
Freddo, solo freddo ....
Ho appeso al chiodo le mie macchinette fotografiche. Mi manca il rumore del click, dove riuscivo a scorgere il bello nelle cose più banali, dove fermavo il tempo per rimandarlo all'eternità ... ora è tutto spento, come se qualcuno avesse improvvisamente bloccato una pellicola e non serva più immortalare, perchè tutto è immobile e statico ...ormai.
Sto qui e mi spengo, nascosta in una carezza occasionale,tra gli impegni quotidiani , il lavoro.
Ogni tanto leggo o guardo un film, per scacciare i pensieri, quelli che mi ricordano che dovrei essere viva, ma che non riescono a scuotermi.
E ho paura di guardare dietro: fa male vedere quel guerriero che ha deposto le armi, senza che nessuno ne comandasse la resa.
E aspetto, ma cosa? Non lo so neanche io, forse un miracolo, che mi scuota, che faccia tornare quel vento che scaccia le nubi ... dal mio animo


domenica 20 gennaio 2013

ATTENZIONI


Le cortesie più piccole
- un fiore o un libro -
piantano sorrisi come semi
che germogliano nel buio.

UN BACIO AL PENSIERO


Tu eri la luce che entrava tra la fessure dei miei ieri
e non ti afferravo.
Mille petali aveva il tuo sorriso. Aveva mille arcobaleni
il volto delle cose ancora senza nome.
tu c’eri da quando c’ero anch’io senza ch’io sapevo,
senza che tu sapevi.
– ti ho baciato con le labbra del mio pensiero-

giovedì 10 gennaio 2013

sabato 5 gennaio 2013

Frustrazioni

E così sono a casa, seduta davanti al pc, invece che a lavoro, causa l'influenza.
Forse in questo momento è calata, ma ho una bella tossetta e dolori a tutte le ossa.
Ma il dolore più forte . è sempre lì ... dentro.
E' così difficile spiegare a chi ti ama e vive di te, che gli vuoi bene, ma che più passa il tempo , più ti allontani, perché ti aspetti che le sue lacune col tempo vengano meno ... e invece peggio.
Benchè lui ce la metta tutta, è fatto così e tu non puoi cambiarlo.
Ma sono le più piccole cose a farti male.
Ancora ieri. le cose più stupide, più banali.
Tu stai male, e ti aspetti che il tuo lui prenda delle iniziative al tuo posto, ma niente. Puntualmente si rifiuta di agire, di prendere il tuo posto, almeno in questo caso, trova delle scuse.
E tu a lambiccarti il cervello: a domandarti se per caso è solo pigrizia, o se invece i problemi sono ben più gravi e hai a che fare con un 'imbranato'.
Fatto sta che cominci a preoccuparti sempre di più.
Se non è capace per le cose stupide, che ne è di quelle serie?
E se ti lasciassi andare, se mai dovessi mancare, per un periodo, o per sempre, che ne sarebbe della tua casa, del tuo mondo, di tuo figlio ... 
Sognavi una persona che dopo tanto stare sola pensasse a voi, e ti ritrovi tu ... ad accudire lui.
Eppure i campanelli d'allarme c'erano tutti, ma tu non hai voluto ascoltarli.
Forse perché era troppo tempo che eri sola , forse perché è capitato in un momento di fragilità, forse perché in questo ragazzo che si rifiuta di crescere, hai visto la semplicità, la sincerità, l'amore. E hai finito per affezionarti a lui, per amarlo.
Però con il tempo, ci vuole altro, quello che lui non ti da.
E l'amore va scemando ...
Forse è per questo che ti senti insoddisfatta, forse è per questo che i tuoi pensieri vagano e spesso tornano al passato, a un amore stupendo vissuto, a una passione mai dimenticata.
Magari avrai sofferto, ma avevi amato un UOMO.
E la frustazione peggiore, è il silenzio, fingere che è tutto a posto, per paura di ferire che ti ama e in fondo fa di tutto per compiacerti.
E se qualche volta ho provato, a parlare, a farmi intendere, lui ..non ha capito, si è offeso... non è colpa sua, proprio non ci arriva, e per questo, talvolta rinuncio ... a mie spese però e del mio equilibrio, che sempre più va a farsi fottere.
Non vorrei, un giorno svegliarmi e accorgermi di non provare più nulla, di avere soltanto il bene dalla mia parte, se l'amore è tutta un'altra cosa; perché allora non mi basterebbe più per passare sopra a tutto questo.
Non vorrei fare del male a quest'amore, che nel suo caso è più puro e semplice del mio, ma forse anche per questo più egoista, perché non chiede, ma nemmeno dona ....
e ho paura ... tanta paura che un giorno ... possa stancarmi e dire basta ....