Questo blog nasce come una sorta di diario segreto.

Molto più personale e introspettivo, non nasce ne per essere giudicato, ne per essere compreso o frainteso.

ognuno è libero di inetrpretare, ma solo noi stessi conosciamo il vero senso di quello che scriviamo e l'attimo nel quale è stato fatto e perchè ...

un viaggio nell'etere di pensieri ed emozioni profondi... uno specchio dell'anima,come il titolo recita ...

domenica 30 giugno 2013

ESSERE SOLA

La musica nelle orecchie, per non sentire, ma quello che fa rumore è il cuore e non puoi isolarlo con un paio di cuffie.
Gli occhi chiusi per non vedere, e per non piangere, e fare finta di dormire per non parlare, e non ascoltare, se possibile.
Isolarsi, con la propria tormenta nel cuore.
Perchè ancora si ripete ; la solita delusione che ti cuoce dentro.
Perchè servisse ferire per cambiare gli altri, forse potresti risolvere, e invece non puoi che recriminare, ma per prima a te stessa.
Che dovresti farci il callo, e invece continui a meravigliarti e a soffrire, e a sentirti sempre più sola e insoddisfatta.
Lui verrà a letto, un pò offeso, magari rimuginando su ciò che avete detto, e come al solito cercherà di risolverla con un bacio, quel bacio che tu non vuoi, perchè ormai sei sempre più lontana e sempre più stanca.
E come un sordo non capisce, che non sono le 'coccole' quelle che chiedi, non è ciò che cerchi. 
E non bastano per lasciarsi alle spalle l'ennesima mancanza.
Come far capire a chi ti ama, che lo continua a fare nel modo sbagliato?
Come si può cambiare, qualcuno che invece si dovrebbe amare con tutti i propri difetti, perchè questo è l'amore.
Cerchi un alibi, come a dirti che già lo sapevi, ma ti accorgi che c'è un limite all'immaginazione e quando questa si supera non basta più autocolpevolizzarsi.
Incosciamente te la prendi anche con chi sapeva, qualcuno ti aveva messa in guardia; il problema è che avrebbe dovuto scendere nei particolari, forse ti saresti guardata meglio prima di fare quel passo che ti sarebbe costato il resto dei tuoi anni.
Cerchi di cavartela col solito 'ma che voglio di più'... è solo una bugia.
Dovresti formulare la frase in un altro modo:
Che cos'è che non ho più ...
Non ho più chi mi guarda negli occhi e non ha bisogno di mille parole inutili per trasmettermi il suo amore.
Non ho più la mano ferma e sicura che mi prende per mano e mi guida.
Non ho più qualcuno che mi fa venire la voglia di fare, di andare, di provare, di vivere.
Quel pò che mi resta viene da me e lentamente muore anche in me. Se ogni volta nasce un impedimento, un pretesto, se sono sempre io che decido , nel bene e nel male, ma se anche nelle mie decisioni devo fare i conti con i limiti di un bambino.
E cominci a sentirti prigioniera, di una vita che hai scelto tuo malgrado.
Come un vortice, quello che ti gira intorno ti attanaglia e ti stringe sempre più forte.
E ti accorgi che non è tagliando che vorresti risolvere, perchè vorresti salvare quel buono che c'è, perchè indubbiamente c'è, solo che non è sufficiente per tenere in piedi un rapporto.
E la risposta sta dentro te, come ieri sera, quando cammini nella sua mano, ma in realtà sei sola, nel centro di Roma, in mezzo a mare di gente, ma sola, coi tuoi pensieri e il tuo rammarico, con la rabbia che ti esplode dentro e peggio che mai, l'impotenza, la quale non fa che aumentare la tua frustazione.
Persino le lacrime non vengono, perchè persino le emozioni non rispondono più, al comando del cuore ed è già un pò che te ne sei accorta.
Lui oggi non c'è, dovrebbe mancarti. Ma come può mancare, qualcuno che non c'è, anche quando c'è.
O forse, sei tu, che ormai, non ci sei più, ne per lui, nemmeno per te stessa.
E lotti per tornare, per trovare una strada, un percorso giusto per ricominciare, ce la metti tutta, ma sei sola anche lì. 
Lui non si accorge di nulla, nonostante tutte le volte che ho provato a parlare, tutte le avvisaglie, nonostante più volte, e me ne dispiace, sono arrivata a ferirlo, per cercare di trasmettergli cosa volevo. 
Lui non comprende, non vede, oppure finge di non capire, di non vedere, perchè così gli è comodo o perchè non ha che me.
E non ha colpa il mio cuore, se una piccola emozione, mi risveglia un sogno impossibile, l'unico che mi da modo si esistere e sognare.
E non è neanche colpa mia, se quell'emozione è sbagliata, ma è l'unica che ho.
Così, anche oggi, mi capita di dover trattenere il respiro e dover contare fino a dieci, prima di decidermi di andargli incontro.
E ormai ho imparato a controllare i miei gesti, a tenere a bada tutte le sensazioni che mi suscita quell'incontro.
Anche se poi , sono sempre gli occhi, a tradire.
Se poi succede, che ti guarda negli occhi e ti dice che vuole parlarti, e lo fa davanti a lei, spudoratamente,come dovesse parlarti del tempo, sei lì a chiederti se è più solo e disperato di te, o se è matto.
Poi ti dici, che non è fuggire o sbagliare per una volta, che potrebbe risolverti la vita. 
Che feriresti te stessa e chi ti ama, forse fino a un punto di non ritorno.
che poi staresti peggio, nel rimpianto di quella volta che vale una vita, ma resta una volta, e che immancabilmente vivresti con quel senso di colpa che non farebbe che accrescere il tuo malessere.
Strano, come il destino ci gioca brutti scherzi, basta sbagliare una mossa e perdi la partita con la vita.
Forse la mia la pareggerò, se riuscirò a far cambiare chi mi vive accanto, se riuscirò un giorno ad aprire i suoi occhi, più che il suo cuore... ma lentamente sto disperando.
O dovrò decidermi a cambiare io, e accontentarmi di ciò che ho, se a sentire chi è solo, non è poco.
Ma è davvero così? E com'è possibile, che allora io mi sento così sola, più sola di quando ero sola?
Forse perchè prima lo ero davvero, e in un certo senso tutto aveva un alibi. Ed è per questo , che non ammetto esserlo oggi, e odio le scuse e i pretesti.
E poi ci sono quei giorni, come oggi, che invee sei contenta , di essere sola, perchè alla fine, ci sono quelle volte ... in cui preferisci ... essere sola







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