Quando il mondo ci avrà dimenticato
Tu ricorda che c'è stato un tempo
In cui per qualcuno
eri tutto il suo mondo e
che invece non ti aveva mai dimenticato. ...
Qualcuno che non era nel tuo tempo,
Che si è messo a correre per raggiungerti,
Che non ha mai smesso di raccontare di te
Per tenerti vivo con se e con gli altri.
Qualcuno che non ha mai accettato di perderti
Qualcuno che ti ha amato, vincendo tutte le distanze, in luce e tempo.
E nel momento in cui scrive ancora non è stata inventata la misura ne il valore.
Saremo spoglie sconosciute domani, io e te, per chi verrà dopo.
A chi lasceremo la nostra storia?
Cosa ne farà la terra arida di un amore grande e consumato in tanto breve tempo?
E come la nostra, miliardi di altre storie che avranno attraversato la notte dei tempi.
Sono le storie vere, quelle degli umili, degli sconosciuti.
Non sono capolavori, come l’amore di Dante per Beatrice e non resteranno sui libri di scuola.
Ma per chi cerca l’eternità non c’è freno che si possa tirare per fermare la nostalgia e la malinconia che attanagliano quando compare il ricordo. E nemmeno freno per la fantasia, immaginarti con me. Un tuo respiro in un alito di vento, un bacio dentro un raggio di sole, i tuoi occhi stampati in cielo, il tuo sorriso prigioniero nei miei pugni chiusi, la tua voce a ritmo con i miei passi.
Un abbraccio ad ogni battito di cuore. Un ti amo speso per ogni nota che passa nelle cuffie mentre macino chilometri di una domenica mattina d’estate.
La tua immagine dovunque poso lo sguardo e l’amarezza dell’incantesimo che si rompe mentre passa una macchina e mi distoglie dai pensieri.
Pensieri sparsi qui e la in cerca di te.
Pensieri che scrivo sul cuore , con la speranza e l’illusione che tu possa leggerci dentro, volgendo troppo spesso gli occhi al cielo per scoprire se davvero sei là e mi senti.
Pensieri che tutto fanno scomparire intorno e resti solo tu e resto solo io.
Ma io volevo solo un po’ di più, un po’ di più di te.
Che sarebbe di noi oggi, se tu fossi ancora qui?
Certamente non saresti più quello.
Ma ti ho scelto e oggi mi sarei contentata del mio uomo stanco e vecchio, del suo sguardo un po' più spento, delle rughe in più, delle forze in meno. Di giorni grigi e monotoni che fermano la vita nel focolare di una casa. Dei tuoi sbruffi e dei tuoi borbottii che sarebbero aumentati. Si, mi sarei contentata di tutto questo pur di poterti tenere ancora con me, ancora un po’ e poi non mi sarebbe bastato comunque perché ancora non avrei voluto perderti.
Forse il mio è un amore malato. Come si può amare così tanto un fantasma? Qualcuno che esiste solo in noi, come l’amico immaginario di un bambino.
E com’è egoista l’amore quando pretende di tenere legato ciò che non ci appartiene più, nella consapevolezza di volerti felice dove tu ora sei, benché la tua felicità costa la mia.
Chissà che la vita non sia solo un sogno per ciascuno di noi.
Un sogno dal quale ci risveglieremo proprio quando chiuderemo per sempre e nell’ultima volta gli occhi.
E che tu sia stato solo un battito d’ali del mio sogno, lieve, breve, ma intenso come quei sogni che restano impressi anche dopo svegli.
Ma in uno scrigno ho le tue lettere , la tua scrittura indelebile, con la tua firma, un timbro che attesta la tua esistenza.
E c’è quella foto che c’immortala insieme, dentro una vecchia cornice che ho strappato dal muro, per scegliere di soffrire meno.
E ci sei tu nei video girati insieme, noi protagonisti di un film senza finale, dove la tua voce mi torna come un eco che risuona nell’anima.
Dove ogni tuo gesto ti riporta qui.
E ci sono ancora il tuo mazzo di chiavi, il pettine che tenevi sempre in tasca, i tuoi occhiali la tua carta d’identità.
E allora non è possibile che ti abbia solo sognato, anche se resta la rabbia, per quello che resta mentre tu invece non sei più qui.
L’ ho nascosto bene, lo scrigno, in un luogo scomodo e poco accessibile, per desistere alla tentazione di andarci a scrutare dentro e farmi più male.
Ma è inutile, che tanto ci pensi tu a scavarmi dentro.
E la buca è sempre più grande, c’entra il mare ormai, tutto , onda dopo onda, che più ti porta, più ti allontana.
E sono sempre io, che mi consumo e mi ripeto da anni ormai per esorcizzare il dolore, per attutire la mancanza, per cancellare l’assenza.
Perché mi manco, senza te. Non mi riconosco più in quella donna che accanto a te si sentiva leggera come farfalla, forte e sicura, appagata, realizzata.
Ma quanto davvero ti ho amato, mi domando, e quanto ti amo…❤️
Ci sono amori che finiscono senza motivi validi. Perché noi uomini scegliamo di farli finire.
Mi chiedo perché un Dio che dovrebbe essere buono e giusto fa finire invece i grandi e veri amori.
Poi mi viene in mente che anche tu avevi un grande amore prima di me
e, che forse Dio te lo aveva tolto per fare spazio a me.
Ma tu? E no, non posso credere che dovevi fare spazio a chi è con me oggi, tanto più che forse non è quello giusto. Tanto più che ho dalla mia la colpa di non riuscire ad amarlo quanto te .
Perché ognuno ha il proprio destino. E io ero destinata a te, al di là del modo e il tempo.
Oggi ti rendo a colei che mi lasciò il posto, anche se per poco, mi ha regalato la felicità e la ringrazio e le sono grata, anche se non l’ho mai conosciuta.
Vorrei dirti che spero oggi siate di nuovo felici insieme, che non ne sono gelosa. Ma spero lei non lo sia altrettanto verso me, se ogni tanto volgi lo sguardo quaggiù e mi senti.
E vorrei dirti mille cose ancora, averti qui dieci minuti del tuo tempo in cielo. Che poi cosa sono dieci minuti davanti a un’eternità?
Ti racconterei di nostro figlio, di com’è cambiato il mondo e la gente. Davvero era meglio quando c’eri tu.
Ma forse già sai tutto, perché vivi tutto attraverso me, anche se io non me ne accorgo.
Ma se è così batti un colpo, fammi sentire che ci sei, asciugami le lacrime del cuore. Tendimi le mani e tienimele strette fra le tue, dammi la forza, il coraggio di continuare a vivere nel tuo nome, fallo per me e anche per te.
Ti soffio un bacio. È tardi , stasera sarò a casa di Simone, vieni con me, ti aspetto…
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