Questo blog nasce come una sorta di diario segreto.

Molto più personale e introspettivo, non nasce ne per essere giudicato, ne per essere compreso o frainteso.

ognuno è libero di inetrpretare, ma solo noi stessi conosciamo il vero senso di quello che scriviamo e l'attimo nel quale è stato fatto e perchè ...

un viaggio nell'etere di pensieri ed emozioni profondi... uno specchio dell'anima,come il titolo recita ...

martedì 8 luglio 2025

Solo una fotografia

 


                                      La felicità

Due persone abbracciate.

Che bello guardare nei vostri occhi.

Si legge la felicità.

La felicità che solo un grande amore come il vostro sa bucare una fotografia e trapassare il tempo. Quando per essere felici basta essere in due, senza cercare nelle cose, senza pensieri, nel più semplice dei modi.

Guardo i vostri sorrisi semplici e sinceri, non atteggiati per la foto, ma perché vengono spontanei. Perché siete felici, felici come mai.

Peccato quanto la felicità sia effimera e fugace.

Perché è fatta solo di attimi.

Ma esiste, e la conferma sono quelle due persone che mi fissano su quel rettangolo, quasi beffandosi di me.

Mi soffermo su lei. Potrebbe essere un’estranea, una finzione. È così strano e difficile realizzare che quella ero io.

Non riesco a staccare lo sguardo da lei.

Tenera ragazza, avevi il mondo tra le mani, toccavi il cielo con le dita, ti bastava quell’abbraccio per sentirti come una regina e tutto il resto non contava.

Tutto racchiuso nelle piccole cose: uno sguardo, un sorriso, una carezza. Ti sentivi grande e invincibile, sicura e protetta. Credevi che nulla più avrebbe potuto toccarti. Si capisce subito che possedevi quel segreto che oggi mi manca; l’amore. Questo miracolo, la gioia nel cuore e negli occhi, la voglia di vivere delle cose più stupide, della quotidianità.

L’amore, quello che ti fa vedere pregi anche i difetti, che si sazia persino dell’abitudine, perché domani è sempre un giorno nuovo anche quando tutto resta uguale, quando sei felice e non chiedi altro. Ti conosco e so che quello sguardo non mente. Sono calamite che parlano i tuoi occhi. I suoi occhi e raccontano la verità.

Non avresti pensato mai allora che troppo presto il destino crudele avrebbe rapito il tuo,il vostro sogno e distrutto l’incanto.

E oggi sei così vuota, così diversa e non riesci più a riconoscerti. Non è la giovinezza che manca, è l’amore, non quello che hai intorno, ma quello che è svanito dentro te.

Ti ho risposto. Ecco perché non riesco più a ritrovarmi in te.

A fatica sposto lo sguardo. E sono rapita. Avvolta in un vortice che mi porta via con sé, il cuore e l’anima. Non posso fermare la mia mano tremante che non si accorge di toccare soltanto una figura.

E allora il nodo si scioglie. La vista si annebbia, sento il sapore di una lacrima salata. Cerco di ricompormi asciugandola in fretta.

Vorrei ritrovare la ragione, ma è tutto inutile.

Non somatizzerò mai.

So quanto tutto questo sia ingiusto. Ho raccolto i pezzi della mia vita per ricominciare, perché ho tanto amore ancora da dare.

Ma che colpa ne ho se quell’uomo vicino a te si è portato via la parte migliore di me, quella donna bambina felice che continua a guardarmi sfidandomi, mentre si stringe a lui.

 È lì che sono rimasta io. Imprigionata in quella fotografia. Io e il mio amore. Lì siamo rimasti, io e lui. Io e te.

Tu, amore mio che non sei mai andato via davvero, me lo stai dicendo mentre mi fissi sorridendo.

Mi dici che sei vivo, eterno dentro me.

Talmente vivo, che sento la tua pelle, il tuo respiro, il tuo profumo, la tua voce.

Mi stringo in quell’abbraccio.

Non so più dove finisce il ricordo e comincia la realtà.

E quella lacrima triste paradossalmente sa di felicità. Quella che mi dai ogni volta che volo via dalla realtà e torni da me. Mi scappa insieme un sorriso.

Quanto è strano essere tristi e felici al contempo.

Sento come una frenesia che mi trasporta. Un’agitazione che mi solleva e poi mi fa cadere, come fossi sulle montagne russe.

Ma fa male il tonfo. L’urto è violento.

Non c’è scampo allo sconforto, quando realizzo che ti cerco intorno e non ci sei.

È passato talmente tanto tempo che non mi capacito di quanto ancora tu possa mancarmi, Ancor più di quanto ti amo ancora, come fosse solo adesso.

Ecco perché ho perso l’abitudine di essere felice, malgrado ho tanto amore e tanto cerco di darne, ma per quanto sia non sarò mai abbastanza per me, né per gli altri.

Sei qui, seduto dietro la maschera che porto, cucita sulla faccia e sul cuore.

C’è stato un tempo in cui credevo di essere guarita. Momenti in cui mi sono sentita farfalla.

La ragione mi sussurra quanto tutto questo soffrire sia talmente assurdo

In fondo oggi come sarebbe tra noi? Forse non ci saresti comunque più, e comunque saresti cambiato, ma sono cambiata anche io.

E non c’è una risposta se non quella che mi racconta il cuore, che l’amore non finisce al di là del tempo e delle differenze, nel bene e nel male e nessuno ne è più testimone di me.

E mi devi tutto il tempo che hai fermato, la strada interrotta troppo presto, e annaspo nel tuo sguardo senza trovare il fondo e invano cerco la meta.

Ho provato a volare più volte, persino sbagliando, cercando in me quella donna che ti è accanto, senza mai trovarla. Chissà se ti avrò deluso, se ti arrabbi con me dei miei errori. Se così grande il tuo amore mi vorrebbe felice.

Chissà se anche il mio amore egoista non è poi tanto abbastanza da riuscire a lasciarti andare.

Quante volte rimugino in me questi pensieri.

Pensieri vani, come so che vana è l’idea di te.

Ma ci sono assenze che pesano più delle presenze.

Tu per me sei quell’eroe che lascia il campo sul più bello e per questo non sarà mai dimenticato.

Intanto si avvicina luglio e il nostro anniversario; e io mi sto preparando come ogni anno.

Mi preparo a essere ancora la tua sposa, ieri, oggi, domani e per sempre.

E se tu non potrai più essere il mio sposo, sarai per sempre il mio angelo, lassù ovunque tu sia…

                                                      Patty

 

 

 

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