Questo blog nasce come una sorta di diario segreto.

Molto più personale e introspettivo, non nasce ne per essere giudicato, ne per essere compreso o frainteso.

ognuno è libero di inetrpretare, ma solo noi stessi conosciamo il vero senso di quello che scriviamo e l'attimo nel quale è stato fatto e perchè ...

un viaggio nell'etere di pensieri ed emozioni profondi... uno specchio dell'anima,come il titolo recita ...

martedì 8 luglio 2025

 

La vita, questo mistero

 

Dicono che la morte racchiude un mistero.

Verrà per tutti, è in noi quando nasciamo.

Nessuno sa quando e come, ma non si scappa.

E chissà se davvero c’è un poi, se davvero esiste quest’anima immortale che vagherà per l’eternità, che potrà vedere qui e oltre, oppure è solo una speranza che ci diamo per dare un senso all’esistenza e invece tutto finisce con noi quando ce ne andiamo.

Filosofi e teologi hanno perso la testa per dare una risposta e una risposta non ci sarà mai.

Ma io credo che il mistero più grande sia la vita.

Già il modo di come si concepisce è un pozzo di domande. E in fondo, anche se in maniera diversa siamo come api sui fiori, come tutti gli esseri viventi.

Siamo stati concepiti per rinnovare il mondo, cambia il modo, ma non la sostanza.

Siamo di carne ed ossa, eppure siamo talmente piccoli, siamo nulla, davanti al mistero che ci circonda.

E così stupidi nei nostri affanni e nelle nostre guerre.

Dovremmo davvero vivere ogni giorno come non ci fosse un domani.

Penso a chi ci ha lasciato. Tutti nel bene o nel male ci hanno lasciato un segno.

Tutti avevano un sogno, un programma lasciato in sospeso, anche a 90 anni, perché la vita non conta il tempo quando ti abbandona.  E appunto mistero è questa vita che ci regala affetti e persone per poi portarcele via

E ci sono quelle persone speciali. Quelle che non andranno mai davvero.

Perché il mistero sta tutto qui, loro vanno, ma al contempo restano, per sempre dentro noi.

Le riconosci, proprio quando ti lasciano, perché non sono solo loro ad andarsene, ma niente resta uguale dopo. Perché ti crolla tutto intorno e l’unica forza che ti resta è la loro memoria e l’amore che ti hanno lasciato che ti spinge ad andare avanti.

. È talmente assurdo relazionare tutto questo a un mucchio di cenere, a polvere nella terra.

Siamo prima figli, di qualcuno che ci lascerà, processo della stessa cellula e nel distacco senti bruciare il sangue dentro, perché nelle tue vene scorre quel sangue.

Ci doniamo a un amore che si fonderà con noi, corpo e anima,

 

Come si fa a immaginare spirito, qualcosa che hai toccato, odorato, respirato.

Come si fa a guardare una scatoletta di ossa e pensare che ieri era un corpo che giaceva con te, un corpo tangibile con cui respiravi all’unisono e ansimava con te, qualcuno che ti ha posseduto e ha lasciato in te il suo seme.

Qualcuno con cui hai riso, pianto, hai bisticciato, hai cantato, qualcuno che tenevi mano nella mano,

di cui hai assaporato baci, abbracci e carezze.

Qualcuno con cui hai diviso luoghi e tempo, ignaro che correva troppo e ti stava regalando la felicità. Perché la felicità la riconosciamo sempre dopo averla vissuta, chissà perché. Forse perché siamo sempre troppo presi a pensare al domani e invece è proprio il domani che ti frega.

E cerchi intorno spaesato in tutte le cose che restano e non c’è modo di colmare il vuoto.

Si sopravvive, ci si reinventa, si ricomincia.

Ma fa male la schiena, le spalle s’incurvano sotto a un peso più grande di te.

Ci si consola sognando ad occhi aperti una realtà che non esiste, ci si butta sul lavoro, ti aiutano le amicizie, ti tuffi in altre storie, tutto per continuare a vivere, anche sbagliare, se può servirti.

E ti aiuta quel seme che sboccia, che custodirai per tutta la vita in nome dell’amore che hai preso e di quello che hai dato.

Lo crescerai con amore e tenacia, anche annullandoti se serve e cercherai in lui i gesti, lo sguardo, la voce, le mani e i modi di chi hai amato così tanto.

Ed è inevitabile che ce li rivedrai anche se non potrebbe essere più diverso. Perché tuo figlio è il frutto del tuo grande amore ed è l’unica cosa che resta davvero.

Ed è così che davvero la vita continua.

E continua quando incontri un’altra persona che merita il tuo amore, se sarai fortunato, anche se non sarà mai uguale.

Ho sentito di gente che ha detto che la seconda volta è anche meglio.

Io, però, non sono così. Non lo sono mai stata, nemmeno da bambina riuscivo a sostituire una bambola con un’altra senza rimpiangere quella prima e le persone non sono giocattoli.

E anche perché molto raramente le persone si somigliano, sarebbe un errore grandissimo cercare di rimpiazzare una persona con un’altra sperando di cancellare il dolore o la mancanza. Non stiamo parlando nemmeno di un cane.

Per questo forse ho scelto una persona tanto diversa, per amarlo, ma non permettermi di dimenticarti.

Perché non voglio nessuno a sostituirti nel mio cuore.

Anche se questo mi costa vivere con i miei sensi di colpa, verso lui, quando torno a te, verso te, quando sto con lui.

Verso me e verso gli altri, quando scrivo sentimenti sui social che potrebbero ferire.

Una volta avevo un diario, poi un blog, oggi ci sono i social.

Ma io sono stanca di tenermi tutto dentro, da tempo immemore tutto quello che mi logora e che, se non incide sulla mia psiche finisce per incidermi sulla salute, che ogni tanto ce ne ho una.

E perché le parole sanno ferire come spade, ma alla fine le porta via il vento e quello che conta è soltanto quello che resta.

E questa vita è mistero, quando il tempo inesorabile passa, e tutto cambia intorno a te, ma niente dentro.

Non siamo che capitoli aperti e chiusi di un libro che lasceremo incompiuto. Ci sono capitoli che fai fatica a leggere e poi ci sono quelli dove pieghi la pagina e lasci il segno, prima di rimettere a posto, perché sopra c’è scritto qualcosa che ti ha colpito e conti di poter rileggere un giorno, anche se sai che quel libro non lo riaprirai mai più.

E siamo fragili davanti all’eternità, insignificanti per il mondo, siamo un’affacciata di finestra, come diceva mia nonna.

Ma conta quello che lasci, conta quello che hai visto dietro le tende, quanto forte ha tirato il vento e se sei riuscito a resistere.

E quando non saremo più nulla, perché saremo passati noi e i figli dei figli dei nostri figli finiranno tutte le domande e non soffriremo più.  E il rammarico è oggi, non poi.

Se non ha senso guardare a ieri, ne ha ancora meno guardare a domani.

Se non altro ieri abbiamo vissuto, domani chissà…

 

                                                           Patty

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