Si cambia. Tutti.
Mia suocera diceva sempre che non era il mondo a cambiare, ma i “ mondarli”.. Aveva ragione.
Non si finisce mai d’impararla questa vita in continua evoluzione. Non finisce mai di sorprendere il mondo e il corso del tempo.
Come dice una canzone di Mariella Nava non siamo che pezzi di ricambio che si susseguono.
Siamo capitoli scritti nel tempo come fosse un grande libro, alcuni fatti di poche pagine, altri mattoni.
Ognuno con la sua storia, ma tutti inevitabilmente con la parola fine nell’ultima pagina.
E si cambia, ad ogni capitolo.
Talvolta rileggendolo, scopriamo di non riconoscerci più, qualche pagina sbiadisce e restano le righe vuote.
Quello che resta scritto racconta di un tempo passato che non ci appartiene più. Non ci appartiene quel tempo, le persone, i luoghi, le cose, persino i sogni.
Tutto ingiallisce tra quelle pagine segnate da una penna indelebile che non è cancellabile a nostro piacere.
E c’è un vento che gira le pagine troppo in fretta.
Ogni tanto vado a sbirciare.
Le pagine scritte finora mi raccontano già troppe donne diverse, troppi cambiamenti, tanto amore e troppo dolore.
Ho segnato in rosso i momenti felici per farli brillare, sottolineati con l’evidenziatore, quei capitoli dove c’eri anche tu.
Ho cancellato con scarabocchi neri i momenti tristi fino a bucare le pagine, ma quando le riapro come una stregoneria sono ancora lì, a ricordarmi il dolore.
E sono cambiata. Ho cambiato modo, vestiti, rughe. Ho cambiato mobili e abitudini.
Non sono più quella dei giorni scritti in rosso.
Si cambia, lentamente. All’inizio è solo un lieve soffio che ti attraversa, una nube leggera che attraversa il sole.
Tu stai là, ad aspettare che il sole torni e invece lei lentamente si addensa e promette temporale.
E anche i temporali passano dopo lo scoppio. Ma non sono tutti uguali. Alcuni lasciano l’odore della terra bagnata e portano refrigerio, alcuni devastano e fanno danni irreparabili.
E allora ti aggrappi, cerchi di proteggerti, di difenderti.
Ti chiudi dentro, in attesa che la bufera passi.
Dopo la devastazione, apri le finestre, guardi fuori e tutto è cambiato.
Ti senti smarrito.
Tutto da rifare, da ricominciare.
E non riconosci più la casa, le strade, la gente, che invece sono sempre le stesse, sei solo tu che le vedi con occhi e cuore diversi.
Perché il temporale si è portato via un pezzo importante di te, relegan dolo in quel capitolo andato via per sempre.
Allora chiudi gli occhi e il libro, cerchi di reinventarti.
E quanta fatica, solo per scoprire che in realtà non sei mai riuscito a voltare pagina.
Che non è servito cambiare i mobili, ne le abitudini, nemmeno cambiare te stessa.
Che il vento si era fermato e per questo era sopraggiunto il temporale, fermato a quel capitolo sul confine tra la penna rossa e quella nera.
E cadi, una volta sulla pagina dietro, un’ altra su quella avanti e resti in bilico, sopraffatto dalla corsa del tempo che non da tregua, smanioso di scrivere ancora, mentre lotti contro un vento nuovo che vuole strappare le pagine passate e toglierle alla tua memoria.
Potessi mangiare la carta del tempo la ingoierei come si fa col veleno affinché niente e nessuno possa carpirmi quelle pagine.
Ma il vento continua a soffiare sempre in una sola direzione e a nulla vale cercare di tornare indietro e annaspo invano mentre cerco di fermarle al capitolo giusto.
Mentre cerco di fermare una pagina, mi sfugge l’altra e non trovo più il modo di rimetterle insieme e perdo il filo, tutto torna e si confonde, un po’ fa bene e un po’ fa male e il cuore non ce la fa.
Però mi accorgo che il mio libro altro non è che un quaderno con la copertina con gli anelli.
Forse troverò il modo per aggiungere ancora qualche pagina e spero che sia rosa.
Nel frattempo, riapro il libro. Mi accorgo che quel capitolo non c’è più.
Non so se ho vinto io o il vento, ma una cosa è certa, è volato per sempre nel mio cuore…. Patty
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